Pubblica amministrazione

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Enti locali

Gli oggetti lasciati in parti comuni di un edificio pubblico

A settembre 2023 è pervenuto agli uffici del Comune un esposto da parte di un’inquilina di una palazzina di proprietà comunale, relativo al comportamento di alcuni vicini che utilizzano impropriamente le parti comuni dello stabile. A seguito di sopralluogo dell'amministratore, si rilevava la presenza di numerosi oggetti (mobili, biciclette e stendibiancheria) nelle parti comuni dello stabile, che creavano intralcio sui pianerottoli e nelle aree di accesso alle scale e all’ascensore. Nel mese successivo l’amministratore provvedeva ad affiggere un avviso nella bacheca dello stabile per chiedere la rimozione degli oggetti privati dai ballatoi comuni, pena lo sgombero da parte di personale incaricato dall’amministratore stesso e il conferimento in discarica. Vista la mancata rimozione, è già possibile procedere allo sgombero o è necessaria un'ordinanza del sindaco? Oppure serve l'intervento del giudice?

Enti locali

La valorizzazione dell'immobile abusivo acquisito dall'ente locale

In sede di ricognizione straordinaria di inventario con aggiornamento dei costi storici (in alcuni casi errati o mancanti), è corretto per un ente locale, specie laddove non sia possibile ricostruire il costo di acquisto, valorizzare i terreni acquisiti prima del 17 maggio 1995 (data di entrata in vigore del Dlgs 77/1995) al valore catastale, come previsto dall'articolo 72, comma 4.b) del medesimo decreto? Sarebbe ammissibile valorizzare con lo stesso criterio anche i terreni o i fabbricati acquisiti dopo il 17 maggio 1995, in caso di assenza di prezzo di acquisto (per esempio per terreni acquisiti a titolo gratuito) e di difficoltà a ottenere un valore di stima da parte dell'ufficio tecnico? Inoltre, sarebbe ammissibile valorizzare un immobile abusivo appena acquisito al patrimonio comunale al valore catastale (pari, per esempio per un'abitazione, alla rendita catastale rivalutata moltiplicata per 110)?

Enti locali

PARTECIPATE, COSTITUZIONE EQUIPARATA ALL'ACQUISIZIONE

Con riferimento all'articolo 4, comma 3, del Dlgs 175/2016, è plausibile che, esprimendo il concetto di «acquisire partecipazioni in società», il legislatore abbia voluto includere anche il caso della "costituzione" delle società medesime? Si chiede conferma in tal senso, considerato che:a) l'articolo in esame, pur contemplando (ai commi 1, 2, 6 e 8) l'ipotesi della "costituzione" di tali società, è stato rubricato «Finalità perseguibili mediante l'acquisizione e la gestione di partecipazioni pubbliche», senza, quindi, un distinto riferimento all'ipotesi della costituzione;b) il comma 3 citato riguarda soltanto società aventi per oggetto sociale esclusivo la valorizzazione del patrimonio delle amministrazioni stesse, ragion per cui non sembra possibile che società di tale specie possano preesistere all'eventuale ingresso dell'ente pubblico nella compagine societaria.